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PONTIFICIO
ATENEO S. ANSELMO
Incanto e incantesimo
del dire
di Massimiliano Zupi
Qual'è il senso del frequente rinvio al non-scritto nei dialoghi platonici?
Quale il significato del ricorso ai miti, del motivo dell'ispirazione divina,
del diffuso tono ironico dell'economia dei λóγοι socratici?
Qual'è il rapporto tra filosofia e mistica in Gregorio di Nissa? Quale
la linea di continuità e discontinuità tra platonismo e cristianesimo,
come pure tra origenismo e dogma niceno-costantinopolitano, del grande Cappadoce?
E ancora: qual'è la teoria dei nomi guadagnata da Socrate nel Cratilo?
Quale il senso del lungo σμηνος di etimologie
che occupa la sezione centrale, la più lunga, del dialogo? Come interpretare
il rinvio alle cose stesse contenuto nelle ultime battute del dialogo? Quale
il rapporto topologico, la trama dialettica che è possibile rivenire tra
il Cratilo e il Sofista?
Il Contro Eunomio è un trattato organico
o disorganico? La teologia trinitaria, la teoria dei nomi
e la cristologia ivi contenute sono sistematiche e prtodosse,
o aporetiche?
Sono queste le principali e molteplici questioni, ineludibili
per uno studioso di Platone e Gregorio di Nissa in generale,
e del
Cratilo e del Contro Eunomio in particolare,
alle quali il libro tenta di dare risposta attraverso una
chiave di lettura unitaria: la definizione del rapporto
tra logica e mistica nella filosofia del linguaggio dei
due grandi maestri di lingua greca.
Logica e mistica vengono interpretati quali poli di una
tensione irrisolta, e proprio per questo tanto più fertile,
che costituisce il cuore e l'anima non solo della filosofia
di Platone e del Nisseno, ma di ogni esperienza autenticamente
umana. Il farsi λóγος della
carne e il farsi carne del λóγος: è questa
la dialettica dell'ερωος platonico,
la bellezza dell'esistenza umana, che trova nel linguaggio
la sua più perspicua concrezione.
Ma il linguaggio è realtà equivoca: strumento
che può liberare e dare vita, ma anche ammaliare
e uccidere. Sottile è il crinale tra incanto e incantesimo
del dire: difficile è rimanere sulla soglia tra ουσια e παρουσια,
tra o τι e oτι, tra pensiero e presenza,
tra logica e mistica, in un andirivieni che non consoca
nessuna unilaterale soluzione di continuità... |

di Massimiliano Zupi
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