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PONTIFICIO
ATENEO S. ANSELMO
CONFERIMENTO DEL DOTTORATO HONORIS CAUSA IN SACRA LITURGIA A MONS. CRISPINO VALENZIANO
Accostarsi al mistero del divino, per noi cristiani, è anzitutto percorrere quelle tracce che Dio stesso ha lasciato, e continua a lasciare, nel cammino della storia dell’uomo. Non si parla di Dio a partire dalla sua assolutezza e ineffabilità, ma anzitutto dal suo farsi prossimo all’uomo, dal suo voler comunicare con l’uomo attraverso il linguaggio che gli è più proprio: la via della bellezza.
Per viam pulchritudinis. Moltissimi studenti del Pontificio Istituto Liturgico hanno percorso i sentieri di questa teologia sapienziale guidati dall’entusiasmo e dalla competenza di Mons. Crispino Valenziano, che proprio con questo anno accademico 2006/2007 conclude, dopo trentotto anni, per raggiunti limiti di età, il suo incarico di docente presso la Facoltà di Liturgia del Pontificio Ateneo S. Anselmo.
«Soltanto mi consola un profondo compiacimento: quello di vedere -finalmente- diventare liturgista chi tante volte ha dato lezioni a noi liturgisti». Con queste parole il Preside del PIL, P. Juan Javier Flores Arcas, O.S.B., ha introdotto l’atto accademico con il quale l’Ateneo Anselmiano ha conferito, al termine di una così onorata carriera, il titolo di Dottore in Sacra Liturgia a Mons. Crispino Valenziano. Nel pomeriggio di giovedì 24 maggio 2007, alla presenza dell’Abate Primate, Gran Cancelliere dell’Ateneo, P. Notker Wolf, O.S.B., del Rettore Magnifico, P. Mark Sheridan, O.S.B., di tutto il corpo docente del Pontificio Istituto Liturgico e di numerosi alunni ed ex-alunni, si è tenuta, nella chiesa abbaziale di S. Anselmo, la cerimonia di conferimento del titolo, con l’intervento di S.E. Mons. Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, e la lectio magistralis dello stesso Valenziano.
Con la solenne presentazione di Mons. Marini, la cosiddetta laudatio del novello dottore, sono stati ripercorsi i fecondi anni di studio e di attività accademica del festeggiato: dai suoi esordi con la filosofia, all’antropologia culturale del periodo parigino, fino alle intuizioni pedagogiche che lo hanno portato ad essere uno dei fondatori della Facoltà Teologica di Sicilia, sua terra d’origine, secondo quel criterio di universitas del sapere, che non confina le discipline in compartimenti chiusi, ma le lega in un vitale colloquio di scambio reciproco. Nel 1969 Mons. Valenziano approda a Roma al Pontificio Istituto Liturgico, affiancando nell’insegnamento i grandi nomi della scienza liturgica e della riforma conciliare: Vagaggini, Marsili, Nocent, Neunheuser, Schmidt, Pinell, ecc. La sua cattedra di liturgia e antropologia formerà generazioni di liturgisti ad addentrarsi nei problemi-limite tra teologia, filosofia e scienze umane; all’antropologia si è poi affiancato per diversi anni l’insegnamento di spiritualità liturgica, insieme ai corsi opzionali che hanno portato Mons. Valenziano a peregrinare per le più belle chiese di Roma, illustrando ai liturgisti, agli architetti e a studenti di ogni genere, i criteri simbolici della celebrazione cristiana; una passione, quest’ultima, che lo ha portato ad addentrarsi anche nello specifico dell’architettura delle nuove chiese.
Ripartire dall’immagine, infatti, come lo stesso Valenziano ha sottolineato nella sua “lectio brevis et imperfecta”, significa ripercorrere la logica dell’Incarnazione: Cristo, immagine del Padre, ha fatto sì che quest’immagine si “carnificasse” (usando un’espressione cara alla teologia alessandrina). Il Verbo-immagine ha operato la “cosmizzazione” del caos primordiale, donando ordine e bellezza ad una materia bisognosa di fontalità in Dio. Il culmine della “cosmizzazione”, ha sottolineato Valenziano, si è avuto in Maria; per questo la mariologia viene a costituire un nodo fondamentale per la fondazione di una teologia estetica: non la mariologia dei privilegi della Madre di Dio, ma dell’accoglienza da parte della sua umanità di tutta la pienezza della grazia ordinatrice di Dio. Ma la liturgia non è solo opera di Dio, è anche culto della Chiesa, nella sua componente umana e culturale. Qui si snoda un altro raccordo dell’impianto teologico-estetico: liturgia e cultura sono sempre andate di pari passo, esprimendosi la prima con le categorie della seconda e dando origine alla meravigliosa costellazione di codici linguistici, nell’alveo dei cinque patriarcati dell’ecumene cristiano.
«Deus ad hominem … et homo ad Deum in Christo». Dio e uomo in un rapporto di reciprocità che richiama il movimento della danza, estendersi del dinamismo pericoretico della Santa Trinità. Così infatti sottolineava l’artistica pergamena consegnata dall’Abate Primate a Mons. Valenziano, con la quale veniva solennemente proclamato Dottore in Sacra Liturgia. Circondato dall’affetto della sua Chiesa cefaludense, rappresentata dal suo Vescovo e da altri Presuli della Sicilia, dall’amicizia dei suoi colleghi di sempre e dall’ammirazione di molti suoi alunni di ieri e di oggi. Ad multos annos, professore!
Enrico Grassini |
Atto
Accademico
Conferimento del Dottorato Honoris Causa a
mons. Crispino Valenziano
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Per
informazioni rivolgersi a:
Ufficio Relazioni Pubbliche
Pontificio Ateneo s. Anselmo
Piazza Cavalieri di Malta,
5 00153 - Roma
tel./fax: +39 06 57 91 410
ufficiostampa@santanselmo.org |
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