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PONTIFICIO ATENEO S. ANSELMO

Lavori di bonifica
degli ambienti interrati
della Badia di S. Anselmo

 

a cura di Arch. Giovanni Anello

L’edificio che ospita la Badia di S. Anselmo ha raggiunto la veneranda età di circa 120 anni e dopo aver ospitato e curato la formazione di padri benedettini provenienti da tutto il mondo e che in tutto il mondo ne serbano il ricordo, ha esso stesso bisogno di cure. Sono ormai diversi anni che, sotto la guida dell’Abate Primate Notker Wolf e la gestione operativa di Padre Gerardo Garegnani, sono stati creati i presupposti e la struttura tecnica per realizzare tutte le opere necessarie al restauro e risanamento conservativo della Badia di S. Anselmo. Inoltre, per quanto ciò sia reso possibile dalla natura dell’edificio, si sta cercando di creare nuovi spazi di studio, ospitalità e servizio, affinché un edificio progettato più di un secolo fa possa rispondere a esigenze contemporanee, tecnologiche e di sicurezza.
Tali sono stati i presupposti che hanno informato gli interventi svolti negli ultimi tre anni, la trasformazione dell’Aula 4, la realizzazione dei nuovi uffici per l’Ateneo, il rifacimento del tetto del chiostro di ingresso, crollato improvvisamente, e il tetto della chiesa.
Con tali premesse inoltre si è finalmente dato corso all’ormai decennale questione del cantiere aperto ed abbandonato di uno dei chiostri centrali della Badia.
L’edificio che ospita la Badia di S. Anselmo è stato costruito sul colle Aventino alla fine del XIX secolo su un area agricola costituita da terreno di riporto che nel tempo aveva ricoperto i resti della Roma imperiale. Poiché l’area su cui sorge l’edificio è inclinata con pendenza verso via Mormorata, una parte dell’edificio è interrata. Questa parte interrata dell’edificio è stata realizzata a diretto contatto con la nuda terra ed è per questo che, nel corso dei decenni, si è ammalorata. Per affrontare tale problema i padri benedettini si erano originariamente rivolti alla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Comune di Roma, la quale ha predisposto, verso la metà degli anni novanta, un progetto di risanamento delle murature interrate degradate. Il progetto originario concepito sotto la supervisione e la sponsorizzazione economica del Ministero per i Beni Culturali, era stato redatto per porre rimedio al progressivo degrado delle murature di fondazione dei chiostri centrali, che, da un lato sono a contatto diretto con la nuda terra e quindi sottoposte ad aggressioni provocate principalmente da infiltrazioni di acque meteoriche. Il progetto prevedeva quindi lo svuotamento del terrapieno centrale e la creazione di uno spazio vuoto tale da consentire alla muratura una giusta e sana aerazione, coperto da un giardino pensile. In seguito a problemi legati alla mancanza di fondi, i lavori sono stati interrotti intorno al 1997, dopo che furono realizzati dei pali di fondazione di piccolo diametro lungo il perimetro di uno dei chiostri e due travi che collegano due file contrapposte di questi pali.
L’interruzione dei lavori si è protratta per oltre dieci anni, senza che fosse possibile reperire fondi e risorse per il prosieguo delle opere.
Grazie a fondi concessi dalla Congregazione Benedettina e da Fondazioni benefiche private, è stato possibile, nel corso di questo anno, riprendere il progetto e continuare i lavori sospesi. A tal fine sono stati coinvolti gli organi amministrativi competenti, la Soprintendenza ai Beni Architettonici e la Soprintendenza Archeologica. Nel corso degli scavi volti allo svuotamento del chiostro sono venuti alla luce i resti di una villa romana di età imperiale. Si è pertanto proseguito, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica, al completamento della campagna di scavi che, ultimata negli scorsi giorni, consentirà di redigere un aggiornamento del progetto. Infatti il nuovo progetto dovrà prevedere, oltre al risanamento delle murature della Badia, anche la conservazione ed il restauro dei reperti archeologici.

 
Per informazioni rivolgersi a:
        Ufficio Relazioni Pubbliche
        Pontificio Ateneo s. Anselmo
        Piazza Cavalieri di Malta, 5 00153 - Roma
        tel./fax: +39 06 57 91 410
        ufficiostampa@santanselmo.org
 
        
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