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PONTIFICIO ATENEO S. ANSELMO

Inaugurazione Anno Accademico 2007-2008

È con grande partecipazione e rinnovato interesse, che il 15 ottobre, presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo é stato inaugurato il nuovo anno accademico 2007-2008.
“Lo studio deve sboccare e aprire alla preghiera; la fede deve integrarsi alla nostra stessa esistenza personale. Fede e teologia scientifica; teologia scientifica e spiritualità vissuta; sono due elementi dello studio che diventano complementarietà indissolubile”. È quanto sottolineava nella sua breve ma concisa riflessione, il Rev.mo Abate Primate, Notker Wolf O.S.B., Gran Cancelliere dell’Ateneo, che ha presieduto i Vespri solenni dello Spirito Santo nella Chiesa di S. Anselmo.
Quale dunque il cammino che l’Ateneo ha percorso in questo anno accademico e cosa si propone di fare nell’immediato futuro si é detto nel discorso di inaugurazione tenuto dal Rettore Magnifico dell’Ateneo, Mark Sheridan, O.S.B. Il Rettore, accennando ai lavori in corso per la costruzione di una nuova aula e l’allargamento della biblioteca, sottolineava le difficoltà presentatesi attraverso la scoperta di scavi archeologici venuti alla luce e ora in mano alla Sovrintendenza Archeologica.
Nel campo intellettuale e teologico, inoltre, Sheridan faceva notare, quanto nell’arco dei secoli la teologia abbia acquistato una notevole quantità di “bagaglio” che purtroppo a volte rende difficile distinguere la Traditio autentica e le tradizioni. “La nostra fede cristiana é di natura tradizionale edificata sulla tradizione che noi dobbiamo portare avanti pensando alle generazioni future”.
Il Rettore in seguito ha esposto il nuovo piano di strutturazione riguardo alle promozioni, ai cambiamenti, ai nuovi inserimenti di docenti e collaboratori, presso l’Ateneo.
Tra le varie attività accademiche, é stato ricordato l’VIII Congresso Internazionale di Liturgia che ha trattato come tematica generale, un testo della Costituzione Liturgica Sacrosanctum Concilium dove si é visto in che modo il Concilio si preoccupa della responsabilitá ecclesiale riguardo alla partecipazione attiva.
Il Rettore ha ricordato inoltre, il conferimento del Dottorato Honoris Causa in Sacra Liturgia a mons. Crispino Valenziano, che, per raggiunti limiti di etá, ha concluso dopo trentotto anni il suo incarico di docente presso la facoltá di Liturgia.
“Condurre una Scuola é un lavoro di collaborazione tra molte persone, dove il ringraziamento é reciproco. Le attivitá menzionate fino ad ora, non hanno un loro scopo in se stesso, ma esistono soltanto per portare avanti le attivitá di educazione e di ricerca; di trasmettere alle generazioni future le veritá di fede di Cristo, di arricchire la sua Chiesa con una conoscenza approfondita e aggiornata della tradizione autentica”; aggiunge Sheridan, dopo aver minuziosamente ricordato le altre attivitá svoltisi durante l’anno accademico.
Cosa dire dunque di questo trascorso anno accademico? Tutto é grazia di Dio, tutto scorre in modo naturale e ogni cosa fa il suo percorso nella storia. E un pezzo della storia, della sua vita, rimane a S. Anselmo; é quella del Prof. D. Gabriel Ramis, professore onorario di liturgiaoccidentale presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo; che invitato a tenere la prolusione accademica di questo nuovo anno, con grande soddisfazione per i suoi anni di servizio, ma anche con tanta malinconia, conclude le attivitá accademiche presso il presente Ateneo.
D. Gabriel non si lascia vincere dalla nostalgia, ma si “tuffa” subito nella “lezione”: “Il genio della liturgia ispanica”. Il professore, illustrando le tante peculiarietá che contraddistinguono la liturgia ispanica dalle altre liturgie occidentali, pone in evidenzia alcuni punti chiave interpretative, richiamando le origini e lo sviluppo del rito ispanico, che abbracciano diverse interpretazioni. Inoltre, citando le fonti sottolinea la ricchezza degli strumenti in possesso che la Chiesa ha.
Guardando al contesto della liturgia occidentale, si constata che: “La Liturgia ispanica non puó essere studiata in maniera isolata, ma deve essere collocata nell’insieme delle altre liturgie occidentali”. Il professore ha dato ampio spazio menzionando in modo particolare l’influsso della Chiesa africana nella liturgia ispanica, tenendo in considerazione anche l’influsso della Chiesa ambrosiana e della Chiesa romana. Come anche vanno riconosciuti gli influssi ispanici in altre liturgie occidentali, compresa la liturgia romana.
Pur esistendo una base comune, ogni liturgia ha una sua propria peculiarietá che la contraddistingue. Essa consiste nell’interpretazione e adattamento della struttura fondamentale e sacramentale che una Chiesa opera nel luogo in cui si incarna. Cosí, sorgono diverse liturgie, tutte identiche ma tutte diverse; identiche perché tutti celebrano ritualmente lo stesso mistero di Cristo; tutte diverse perché pur celebrando lo stesso mistero di Cristo, ogni Chiesa interpreta la cornice celebrativa sacramentale, secondo la comunitá umana in cui si incarna.
Conoscere i vari aspetti sulla liturgia ispanica che il prof. Ramis con molta chiarezza e professionalitá ha esposto, entrando nei particolari specifici (che si sono rivelati davvero molteplici), ha suscitato nei presenti un vivo interesse; come vivo e pertecipato interesse é stato anche l’intervallo musicale di Ludwig van Beethoven (1770-1827), Sonata n. 5 in Fa maggiore op. 24. eseguita da Veronica Yong SPC al violino e da Christian Alejandro Almada O.S.B. al pianoforte.
Il Pontificio Ateneo S. Anselmo, come dunque ogni anno si propone, augura a docenti e studenti un buon cammino di studio, nell’impegno reciproco e nella consapevolezza di essere chiamati a conoscere e interpretare la saggezza di Colui che tutto ha creato e per il Quale tutto sussiste.

Silvana Stalteri

Per informazioni rivolgersi a:
        Ufficio Relazioni Pubbliche
        Pontificio Ateneo s. Anselmo
        Piazza Cavalieri di Malta, 5 00153 - Roma
        tel./fax: +39 06 57 91 410
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