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Le difese di Roma in età moderna: gli interventi di Antonio da Sangallo il Giovane
   
 

Incontri culturali Aventinesi
Secondo ciclo

23 maggio 2008, Micaela Antonucci - ore 21.00
(Università di Roma Tre)
Le difese di Roma in età moderna:
gli interventi di Antonio da Sangallo il Giovane

I grandi progetti di rinnovo delle difese di Roma intraprese dal papa Paolo III (Alessandro Farnese, 1534-1549) rappresentano il primo piano organico, dopo la costruzione delle mura Aureliane nel III secolo, di dotare l’Urbe di una cinta difensiva adeguata: nei secoli che passano tra questi due interventi, infatti, ci si era limitati a puntuali e circoscritti interventi di restauro e miglioramento delle mura antiche. Il pontefice era spinto sia dalla volontà di lasciare un segno importante nella città, sia – soprattutto – dal pericolo turco che si avvicinava sempre più alla penisola e a Roma. L’ambizioso progetto venne affidato all’architetto che da lunghi anni serviva il papa e i Farnese, con soddisfazione di entrambi: Antonio da Sangallo il Giovane (Antonio Cordini, 1484-1546). Il celebre architetto fiorentino, autore del palazzo Farnese a Roma e primo architetto di San Pietro in Vaticano dal 1520, era anche un grande esperto di opere militari: su suo progetto vennero realizzate, tra le altre, la Fortezza da Basso a Firenze e la Rocca Paolina a Perugia, oltre a interventi nelle difese di diverse città dello Stato Pontificio tra cui Ancona, Parma, Piacenza, Civitavecchia. Nel 1537-38 dunque Sangallo iniziò a lavorare al grandioso e ambizioso progetto per il rinnovo della cinta difensiva di Roma, del quale rimangono diversi schizzi e disegni di progetto e alcuni frammenti realizzati nel tratto meridionale (baluardi della Colonnella e Ardeatino), ma che, anche per gli alti costi e tempi di realizzazione, non venne mai attuato. Nel 1541 la minaccia turca era intanto tornata di nuovo incombente e Paolo III decise di abbandonare definitivamente i lavori per le mura urbane e concentrare le risorse disponibili su un più modesto ma realizzabile progetto di difesa limitato alla zona del Vaticano, affidato di nuovo a Sangallo. I lavori, iniziati nell’aprile 1543, furono però interrotti appena l’anno seguente, e alla morte dell’architetto nel 1546 era realizzata solo parte della porta e dei baluardi di Santo Spirito.
I progetti mai realizzati per le difese di Roma testimoniano comunque della straordinaria capacità di Sangallo di padroneggiare disinvoltamente un ampio repertorio di soluzioni progettuali, adattandole alle preesistenze e ai caratteri del sito e introducendo per la prima volta nella capitale dello Stato Pontificio le più moderne innovazioni nell’architettura militare

Micaela Antonucci

Nata a Roma nel 1973, si è laureata in Architettura presso l’Università di Roma Tre nel 1999 ed è Dottore di ricerca in Ingegneria presso l’Università di Tor Vergata nel 2004. Dopo aver conseguito un Master di II livello in Storia dell’architettura istituito dall’Università di Roma Tre e dall’Accademia di San Luca, è stata impegnata in numerose ricerche e progetti scientifici inerenti la storia dell’architettura e la conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico, documentati da una consistente produzione saggistica e editoriale.
E stata docente a contratto presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre,  la Facoltà di Architettura di Genova e la Facoltà di Ingegneria di Roma Tor Vergata, dove negli anni 2005-2007 è stata segretario scientifico e docente di un Master di II livello in Direzione dei Lavori e del cantiere di restauro architettonico e archeologico.
Si è occupata a lungo di storia dell’architettura rinascimentale e barocca, in particolare della figura e dell’opera di Antonio da Sangallo il Giovane, e attualmente è titolare di un assegno di ricerca presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dell’Alma Mater Studiorum di Bologna sul tema della formazione di Pier Luigi Nervi.
È attualmente consulente scientifico del Museo di architettura “Antonio da Sangallo il Giovane” a Montefiascone e docente presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre.

foto: Pietro del Massaio

Ingresso libero
Gli incontri si terranno presso il
Pontificio Ateneo S. Anselmo
Piazza dei Cavalieri di Malta, 5
00153 Roma

 

 
  Per informazioni rivolgersi a:
        Ufficio Relazioni Pubbliche
        Pontificio Ateneo s. Anselmo
        Piazza Cavalieri di Malta, 5 00153 - Roma
        tel./fax: +39 06 57 91 410
        ufficiostampa@santanselmo.org
   
     
      
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