Incontri
culturali Aventinesi
Secondo ciclo
18 aprile 2008, Angela Esposito - ore 21.00
(Sapienza - Università di Roma)
La difesa di Roma in età medievale
Roma, sottoposta agli attacchi dei saraceni prima e dei normanni poi, tra i secoli X e XI, vede nascere i primi castelli insieme alle torri sempre più numerose nella campagna romana e la creazione di strade fortificate che conducono da Roma alle singole rocche.
All’interno di questo paesaggio, in evoluzione, inizia a delinearsi il feudalesimo baronale nelle terre dell’agro, che prenderà corpo nei secoli XII-XIII, incrementato dal Papato il quale, con un astuto gioco di nepotismo, riuscirà ad estendersi nella campagna e ad esercitare un controllo assoluto attraverso una fitta rete di castelli.
La «difesa a rete» assume la nuova forma di una struttura relazionale «a stella», polarizzata sui possedimenti delle nobili famiglie romane. Si tratta del ribaltamento politico dei rapporti tra territorio e città, ed il paesaggio dell’agro romano si popola di castelli e torri.
Lo stesso concetto di difesa subisce un capovolgimento, Roma non è più la capitale del mondo cristiano da difendere, sono invece i singoli possedimenti baronali a dover essere controllati, dominati e militarmente repressi.
L’organizzazione territoriale assume la forma di un modello stellare, con ambiti di localizzazione delle comunicazioni visive tra castelli, casali fortificati e torri vedette.
In questo modo si configurano delle isole di avvertimento e difesa o contrattacco, che racchiudono al loro interno un polo organizzativo militare e un numero variabile di torri.
In generale la costruzione di castelli e torri trasforma il paesaggio agricolo costruito dai romani prima, con i praedia imperiali, e poi dalla messa a cultura delle terre attorno le domuscultae.
Le torri vengono costruite, in genere, sul sito di antichi sepolcri monumentali suburbani ormai in disuso e ridotti alla condizione di ruderi e lungo gli assi stradali preesistenti, che seguono tracciati di cresta e quindi di massima visibilità. Essi producono naturalmente la ubicazione su punti alti di osservazione.
La scelta localizzativa è prevalentemente lungo le antiche strade convergenti verso Roma, tra le quali si evidenzia, per densità di torri, la via Appia e i centri di riferimento che esprimono la loro imponenza come la tomba di Cecilia Metella (fortezza prima dei Conti di Tuscolo e poi della famiglia dei Caetani) e la villa dei Quintili (fortilizio della potente famiglia degli Astalli).
In questo quadro si colloca il centro fortificato di Laurenziopoli (complesso monastico di S.Lorenzo fuori le mura) quale avamposto sulla via Tiburtina all’epoca del conflitto tra il comune di Roma e quello di Tivoli, iniziato nel 1123 e terminato vent’anni dopo.
Su un versante parallelo è ubicato l’insediamento monastico di S. Agnese fuori le mura, riferibile al IX-X secolo, il cui aspetto è narrato da Pompeo Ugonio a conferma della sua trasformazione in fortilizio.
Angela Esposito è laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza» con una tesi di contenuto archeologico e storico medievale. Partecipa attivamente a campagne di scavo che implicano la presenza di manufatti medievali come la villa imperiale del IV secolo d.C., Ad duas Lauros, e l’analisi stratigrafica dei sedimenti medievali ricadenti nell’area del Foro di Traiano a Roma. Sotto la guida del Professore Emerito Ludovico Gatto, dell’Università di Roma «La Sapienza«», svolge attività di ricerca e supporto al Dipartimento di Studi sulle Società e le Culture del Medioevo in qualità di Cultore della materia. E’ autore del volume, L’organizzazione della difesa di Roma nel Medioevo, edito dalla Società Romana di Storia Patria, 2003. |

foto: Pietro del Massaio
Ingresso libero
Gli incontri si terranno presso il
Pontificio Ateneo S. Anselmo
Piazza dei Cavalieri di Malta, 5
00153 Roma
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